Feeds:
Articoli
Commenti

Archive for the ‘Umore’ Category

Le città invisibili è un romanzo di Italo Calvino del 1972.
Nel romanzo Marco Polo descrive al sovrano Kublai Khan le città che ha visto nei suoi viaggi o quelle di cui ha solo sentito parlare. Non sto a dilungarmi troppo nella descrizione, non ne sono capace e non è lo scopo di questo post, volevo fare una semplice introduzione per poter ogni tanto citare una delle città narrate da Marco Polo.

Tutte le città hanno nomi di donna, e sono riconducibili ad una categoria: la memoria, i segni, il desiderio, gli scambi e le città sottili.

La mia città preferita in assoluto è Sofronia, una delle città sottili, a lei è intitolata la mia rete wifi (che onore, eh?) e suo è il nome di ogni città io abbia mai dovuto fondare in qualche gioco o simulazione. Per me Sofronia è l’archetipo della città.

Ecco dunque, Sofronia:

“La città di Sofronia si compone di due mezze città. In una c’è il grande ottovolante dalle ripide gobbe, la giostra con raggera di catene, la ruota delle gabbie girevoli, il pozzo della morte coi motociclisti a testa in giù, la cupola del circo col grappolo dei trapezi che pende in mezzo. L’altra mezza città è di pietra e marmo e cemento, con la banca, gli opifici, i palazzi, il mattatoio, la scuola e tutto il resto. Una delle mezze città è fissa, l’altra è provvisoria e quando il tempo della sua sosta è finito la schiodano e la portano via, per trapiantarla nei terreni vaghi d’un’altra mezza città.

Così ogni anno arriva il giorno in cui i manovali staccano i frontoni di marmo, calano i muri di pietra, i piloni di cemento, smontano il ministero, il monumento, i doks, la raffineria di petrolio, l’ospedale, li caricano sui rimorchi, per seguire di piazza in piazza l’itinerario d’ogni anno. Qui resta la mezza Sofronia dei tirassegni e delle giostre, con il grido sospeso dalla navicella dell’ottovolante a capofitto, e comincia a contare quanti mesi, quanti giorni dovrà aspettare prima che ritorni la carovana e la vita intera ricominci.”

Annunci

Read Full Post »

Ultima settimana di lavoro.

E che buffo, c’eravamo lasciati con la prima. Le cose sono peggiorate parecchio e ho delle pesanti divergenze col direttore su come comportarsi coi ragazzi, che mi portavano spesso a litigare con lui. Il suo approccio non è certo dei migliori visto che urla in faccia a chiunque per qualsiasi cosa (il che appiattisce le bagginate e le cose serie alla stessa roba). Oggi c’è stata una litigata di troppo e io, ormai stufa di sentirmi insultare e gridare in faccia, ho deciso di andarmene. Ho dato 15 giorni di preavviso (che non ero tenuta a dare) perchè trovi un sostituto e poi finisce la mia esperienza lavorativa in quella banda di matti.

Può sembrare strano, ma mi dispiace. Mi dispiace soprattutto per i miei “bimbi” (si arrabbiano tantissimo quando li chiamo così) di seconda, perchè eravamo riusciti ad instaurare un bel rapporto, perché seguivano le lezioni e credo che apprezzassero le ore di scienze in cui si chiacchierava un po’ di tutto, loro mi facevano domande o mi raccontavano di cosa era successo loro e io rispondevo alle curiosità e ascoltavo le loro storie. E in matematica avevao fatto passi da giganti, partendo da una disastrosa situazione iniziale… Mi mancheranno proprio tanto e mi sembra di tradirli ad abbandonarli così, a metà anno.

Ma io non potevo andare oltre, davvero. Era troppo pesante, troppo stancante e demoralizzante. Mi sono impegnata davvero tanto, ho cercato di dare il massimo, ho anche ottenuto qualche risultato insperato da alcuni ragazzi… ma l’essere continuamente criticata, presa a pesci in faccia, insultata… non lo sopportavo più. Unito ad una situazione comunque difficile (soprattutto in terza la situazione è degenerata tantissimo sia a livello di comportamento che di rendimento) al fatto che non avevo testi di riferimento, che i programmi erano incompleti… Insomma, era tgià difficile andare avanti ogni giorno, gli insulti e gli urli proprio non me li meritavo.

E poco mi consola il fatto che i colleghi dicessero che era così per tutti, io sono una persona emotiva, se mi urli in faccia poi mi agito, ci sto male. Non riesco più a fare una notte di sonno tranquilla, mi sveglio tra incubi e reflusso gastrico e mi è tornata la gastrite, mangio in maniera sregolata e compulsiva e sono ingrassata di nuovo.

Arrendersi è difficile. Oltre alla tristezza per l’abbandono dei miei bimbi di seconda, c’è la rabbia per aver perso una sfida, per non aver portato a compimento un dvere che mi era stato affidato. In famiglia ho avuto tutto l’appoggio di questo mondo e ache di più, e nonostante questo, mi sembra di aver fatto un torto anche nei loro confronti.

Mi sento davvero sconfortata.

Read Full Post »

Ed eccomi qui a narrare della prima settimana di lavoro. Che dire, me l’aspettavo più o meno così.
Ci sono ragazzi grandi di 15-16 anni che fanno la terza e non ne hanno assolutamente voglia, e ci sono i piccoletti di seconda che hanno 12 anni e sono turbolenti.
Si vedono purtroppo i danni della scuola italiana. Mi ritrovo in seconda media una bimba che non sa fare 3+2 contando sulle dita. Impossibile farle capire che 3+2 è uguale a 2+3 c’ho provato per una mattinata senza risultato. Come abbia fatto ad arrivare in seconda media in queste condizioni è un mistero.
In terza la situazione non è da meno. Solo due ragazzi su 5 sanno fare le divisioni e solo 3 su cinque conoscono a memoria le tabelline. E io non posso certo mettermi a rispiegare loro le tabelline. Ho detto che se le riguardino che si trovano nei formulari, io sto impazzendo abbastanza con le espressioni. Domani mi tocca fare un megaripasso sulle frazioni a quelli di terza e mi sento già male all’idea.

In più sembrano fisicamente incapacitati a scrivere. Quando detto una definizione e la scrivo alla lavagna (due righe scarse di testo scritto in stampatello) sono presi dal panico e mi chiedono “ma la dobbiamo scrivere TUTTA?!” e no, scrivetene mezza, che vi serve… “due numeri relativi si dicono discordi se” mi pare che funzioni bene lo stesso, no? -_-

Poveri noi. Oggi avevo preparato 6 espressioni con numeri interi da far fare loro in due ore. Siamo riusciti a farne 3 e solo un ragazzo è riuscito a farne una tutto da solo. Mah… che pessimismo.

Almeno a scienze sembrano incuriositi. Per carità, nessuno che si ricordi nulla di preciso e non ci pensano nemmeno a ripassare quello che ho spiegato, però almeno mi ascoltano e fanno domande. Ci sono sempre i soliti due elementi che non gliene può fregare di meno e pensano solo al momento in cui potranno uscire per fumarsi una sigaretta, ma amen, io non posso ficcare le nozioni nel loro cervello a forza, a meno di aprir loro il cranio e infilare il libro tra i due emisferi del cervello…

Read Full Post »

Tempo di lavoro

Ebbene sì. Dopo un brutto brutto anno in cui è successo di tutto pare che le cose inizino a girare. Intanto ho smesso gli antistaminici e mi sembra sempre di rinascere. Purtroppo ci sono ancora pollini in giro e non sto benissimo come allergie, ma tutto il resto del corpo ne trae giovamento.

Ma la cosa davvero bella è che finalmente ho trovato un lavoro che posso fare continuando a studiare. Insegnerò matematica e scienze ai ragazzi di seconda e terza media in una scuola privata. Oddio… “medie”… adesso si chiamano “scuola secondaria di primo grado”, ma la sostanza non cambia.
Avrò pochi ragazzi, alcuni praticano sport a livello agonistico e non possono seguire la scuola pubblica per le troppe assenze, altri hanno o hanno avuto problemi di salute e sono rimasti indietro, qualcuno ha grossi problemi comportamentali e ha bisogno di molta disciplina.

Da quello che ho capito le nozioni passano in secondo piano, le energie vanno focalizzate sul recupero dei ragazzi, sull’educazione, sulla disciplina, sull’imparae a stare con gli altri. Vedremo un po’ cosa sarò in grado di combinare.

Sono un po’ in ansia perché le lezioni iniziano lunedì, ma io non ho ancora il libro di testo per potermi regolare su quanto approfondite e dettagliate devono essere le nozioni, quindi per i primi tempi li intratterrò con quesiti e problemini di logica, per vedere un po’ come si approcciano alla risoluzione dei problemi e come sanno fare i conti.

Per quel che riguarda scienze sono più tranquilla, credo che farò un discorso iniziale extra programma sull’evoluzionismo e Darwin (che hanno tolto da tutti i programmi -_-) proprio a livello di chiacchierata, per vedere quanto sono interessati alla materia. Inoltre ho letto sul programma che dovrò dedicare una parte delle lezioni per parlare degli effetti di alcol, fumo e droghe e malattie sessualmente trasmissibili come l’AIDS. Sembrerà assurdo, ma la cosa mi piace, sono convinta che l’informazione sia fondamentale su queste cose e sono contenta di poter dare un contributo.

La parte che mi preoccupa è quella relativa all’apparato riproduttore e quello escretore, sono la prima a cui viene da ridere e da fare battutacce -____-

Va beh, seguiranno aggiornamenti.

Read Full Post »

E botanica fu.

Stamattina ho provato nuovamente l’esame di botanica. La musica era la solita, sembrava ci trovasse piacere nel cercare le cose che non sapevo. Mah.
Lui adora anche domande del tipo “quanti tipi di legno conosci?” che sarebbero semplici se la risposta fosse “2” o “3”
Invece di solito la risposta comporta un elenco, e non so voi, ma a me manca sempre uno dei sette nani quando faccio gli elenchi -_-
Così mi sono persa gli antofilli, maledetti loro. O meglio, ricordavo le foglie modificate come elementi fiorali sterili, ma non era sufficiente. E sappiate che nel corpo del Golgi le proteine vengono addizionate di radicali liberi. Come faccio a non saperlo? Sarà che i radicali liberi noi non li facciamo nemeno a chimica organica e si citano di sfuggita solo in biochimica (e collateralmente in biotecnologie fitopatologiche), sicuramente sono stati spiegati in botanica -_-

Va beh. Mi ha proposto un venti, dopo avermi fatto notare che a lui i fuori corso lo indispongono. Chissà perché, ma io me ne ero accorta anche senza bisogno che me lo dicesse.
Ho accettato senza nemmeno pensarci sopra, ma resta comunque l’amaro in bocca. L’amaro per aver passato un’estate a stdiare come una disperata, l’amaro per essermi rovinata più di un weekend sempre per lo studio. Lo stress accumulato per andare a Pisa, la fatica per reperire il materiale… mah.

Ah, all’ultima domanda che mi ha fatto non ho risposto, ma avrei tanto voluto.
La domanda era:
“ma come fate ad arrivare a dare biochimica, genetica e tutto il resto senza aver dato l’esame di botanica?”
La risposta, che salta all’occhio di chiunque, è questa:
“Forse perché non serve a niente?”

Read Full Post »

Ci eravamo lasciati a metà luglio con la mia “brillante” performance universitaria. Bene. Lì siamo rimasti perché il professore ha visto bene di farsi 5 settimane consecutive di ferie. Lunedì sarebbe tornato in ufficio, così gli ho scritto una mail. Mi avete risposto voi? Lo stesso lui. Ho aspettato tutto lunedì e tutto martedì che arrivasse una risposta, ma niente.
Mercoled mattina ho telefonato e la conversazione è stata del tipo:
“Professore buongiorno, scusi se la disturbo… volevo sapere se ha fissato la nuova data per gli esami”
“il 23 settembre”
“ah, bene, mi può dire quando posso passare a disturbarla?”
“adesso”
“adesso? ehm… io non sto a Pisa… posso passare oggi pomeriggio?”
“oggi pomeriggio no, ho già un impegno”
“allora domani?”
“domani no, faccio esami la mattina e al pomeriggio ho un impegno”
“venerdì? -_- ”
“no, parto per una conferenza e sto fuori fino a tutta la prossima settimana”
“mi scusi, ma io come faccio? Dobbiamco ancora rivedere il programma…”
“va bene, passa domani pomeriggio alle 15, però, che dopo ho un impegno”
“ok, grazie…”

E già qui un po’ le scatole mi giravano, ma il bello doveva ancora venire…

Ieri vado in stazione alle 14. Ho il treno alle 14:20 per pisa, dovrei essere in stazione a San Rossore alle 14:45 e poi con calma ho tutto il tempo di andare all’orto botanico, ci vogliono circa 10 minuti a piedi, quindi anche se il treno facesse un po’ di ritardo avrei comunque un minimo di margine. Tanto quanto ritardo vuoi che faccia su una traccia da 25 minuti?!
Ecco quando sono arrivata il ritardo segnato era 15 minuti. Va bene. Ce la posso ancora fare, sono tranquilla.
Poi il ritardo sale a 20 e da 20 passa di botto a 35 O_O
Quasi non ci credo… guardo quando è il treno dopo… 14:55. Mmm, si sovrappone pericolosamente con quello in ritardo… Vuoi vedere che l’hanno soppresso e amen?
E invece no, perché quello in ritardo va fino a Firenze, mentre l’altro va a Livorno. Aspetto. Magari recupera qualche minuto… Nel frattempo provo a chiamare il professore per dire che ritardo, ma non è in ufficio.
Il ritardo nel frattempo sale a 45 minuti, poi un’ora.
Io aspetto l’altro treno… con quello sono a Pisa alle 15:20, posso essere all’orto botanico alle 15:30, se taglio abusivamente per il Santa Chiara, anche prima… e il professore ancora non mi risponde.
Sono in stazione da quasi un’ora ormai e c’è anche qualche pianta che mi sta facendo venire la congiuntivite allergica, ma resisto.
Un altro annuncio… e stavolta la volontà vacilla. Anche il treno successivo è in ritardo. 15 minuti (che poi non sono mai 15 ma sono 20), perfetto. Non posso essere a Pisa prima delle 15:40.

Sono appena passate le tre, e finalmente il professore mi risponde al telefono.
“Professore, mi scusi… dovrei già essere lì, ma il mio treno ha un ritardo assurdo e non riesco ad arrivare prima delle quattro meno un quarto! Mi spiace tantissimo…”
“eh, ma io mica posso stare qui ad aspettarti tutto il giorno! c’ho da andare via!”
“ho capito, ma non dipende da me… è più di un’ora che sono in stazione… non può proprio aspettarmi? Anche per parlare dieci minuti, così vediamo il programma…”
“no, no, meglio che non vieni proprio. Facciamo così ci vediamo il 22 per finire il programma, ciao”
“ok… grazie… arrivederci…”

Eh beh.
considerato che l’esame è il 23 mi solleva proprio sapere che il 22 potrò finalmente sapere com’è il programma completo.

Nel frattempo… basisco. E chissà come mai ho il sospetto che anche il 23 l’esame non andrà benissimo… che stress.
Ah, naturalmente avevo già obliterato il biglietto e visto che in stazione non c’è nessuno, ho tirato al vento pure i 2,90 euro del biglietto.

Ma sarò sfigata?

Read Full Post »

Ok, si riparte

Finito il delirio estivo, si ricomincia (o almeno ci si prova) con la solita routine.
L’estate è stata bruttarella, tra esami non superati, incidenti sul treno e clima orrido, e se devo essere sincera sono stanca morta. Ma tengo duro e cerco di fare una tirata fino ad aver ridato l’esame di botanica. Una volta dato quello mi prenderò il mio meritatissimo riposo, questo è sicuro.

Nel frattempo scopro Facebook e mi trovo a chiacchierare con persone che non sentivo da troppo tempo. Devo dire che questa cosa non mi dispiace assolutamente. Scopro anche che la maggior parte delle persone che sono su Facebook sta svolgendo un lavoro invidiabile in giro per il mondo, dopo una brillante carriera universitaria, e mi sento proprio l’ultima delle cacche. Ma pazienza, almeno sono una cacca simpatica (spero)…

E naturalmente si riparte con la dieta e coi buoni propositi, devo trovarmi un qualche corso da fare in palestra, meglio se ha a che fare con le arti marziali o con l’autodifesa, che son tempi cupi.

Read Full Post »

Older Posts »