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Archive for febbraio 2009

Lo sapete (quei due o tre che sporadicamente passano di qui a leggere) che quando si parla di OGM mi infervoro. Perché per me è ormai diventata una lotta contro i mulini a vento e mi trovo ad essere spesso l’unica ad avere un minimo di cognizione di causa sull’argomento in mezzo a gente che si fa strada a son di urli e di sentito dire.

Non è certo vanteria, ci mancherebbe!
Semplicemente è l’argomento che mi sono scelta come corso di studio e sinceramente è una cosa che mi interessa. E spesso le conversazioni manco me le vado a cercare… mi è successo in treno di parlare col mio ragazzo della disinformazione mediatica sull’argomento mentre preparavo l’esame di etica della biocoltura e mi sono trovata coinvolta in una discussione con un giornalistuncolo che sostenva il suo diritto di dire le cose secondo il suo punto di vista.
Ora, se sei al bar in bragoni ed infradito puoi anche dire il tuo punto di vista senza che nessuno possa dirti più di tanto. Se scrivi un articolo sarebbe carino tu riportassi la verità dei fatti e magari aggiungessi di seguito una tua personalissima valutazione sull’accaduto. Stravolgere la realtà per fare sensazionalismo non è fare giornalismo.

Ma sto già divagando.

Oggi ho letto questo interessantissimo articolo di Dario Bressanini sul caso di Percy Schmeiser

Questo “signore” si spaccia per un povero contadino canadese contro cui la Monsanto si è accanita perché il suo campo è stato accidentalmente contaminato da piante di colza transgeniche sotto brevetto Monsanto. Così diventa il paladino della lotta alle multinazionali degli OGM che prima ti infestano il campo e poi ti chiedono i danni mandandoti in rovina. Lo invita Slow Food, lo inneggiano quelli di COOP, e terrore, lo fanno intervenire in un convegno in università.

Ma la verità sul caso Schmeiser é ben diversa, come ci fa presente Bressanini citando le sentenze della corte canadese:
“Mr. Schmeiser si è lamentato che le piante, originariamente, sono arrivate sul suo campo senza il suo intervento. Tuttavia egli non ha spiegato per nulla perché ha spruzzato il Roundup per isolare le piante Roundup Ready trovate sul suo campo, perché ha coltivato e raccolto le piante, salvato e isolato i semi, perché li ha piantati successivamente e come ha fatto a finire con 1030 acri di colza Roundup Ready, che gli sarebbero altrimenti costati $15000”

E ancora:

“Nel 1998 Mr. Schmeiser ha seminato piante di canola resistente al glifosate, salvate dal raccolto del 1997, che sapeva o avrebbe dovuto sapere erano resistenti al Roundup, e quei semi erano la principale sorgente di semi per la semina successiva di tutti i 9 campi di colza del 1998. E’ stata la coltivazione, il raccolto e la vendita di quella colza, in quelle circostanze, che ha reso Mr. Schmeiser passibile di una azione legale.”

Quindi, la povera vittima era in realtà il classico furbetto che c’ha provato, è stato giudicato colpevole ed è diventato l’idolo delle folle arricchendosi con una verità distorta…

Chissà perchè non mi meraviglio che abbia successo proprio in Italia -_-

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Ultima settimana di lavoro.

E che buffo, c’eravamo lasciati con la prima. Le cose sono peggiorate parecchio e ho delle pesanti divergenze col direttore su come comportarsi coi ragazzi, che mi portavano spesso a litigare con lui. Il suo approccio non è certo dei migliori visto che urla in faccia a chiunque per qualsiasi cosa (il che appiattisce le bagginate e le cose serie alla stessa roba). Oggi c’è stata una litigata di troppo e io, ormai stufa di sentirmi insultare e gridare in faccia, ho deciso di andarmene. Ho dato 15 giorni di preavviso (che non ero tenuta a dare) perchè trovi un sostituto e poi finisce la mia esperienza lavorativa in quella banda di matti.

Può sembrare strano, ma mi dispiace. Mi dispiace soprattutto per i miei “bimbi” (si arrabbiano tantissimo quando li chiamo così) di seconda, perchè eravamo riusciti ad instaurare un bel rapporto, perché seguivano le lezioni e credo che apprezzassero le ore di scienze in cui si chiacchierava un po’ di tutto, loro mi facevano domande o mi raccontavano di cosa era successo loro e io rispondevo alle curiosità e ascoltavo le loro storie. E in matematica avevao fatto passi da giganti, partendo da una disastrosa situazione iniziale… Mi mancheranno proprio tanto e mi sembra di tradirli ad abbandonarli così, a metà anno.

Ma io non potevo andare oltre, davvero. Era troppo pesante, troppo stancante e demoralizzante. Mi sono impegnata davvero tanto, ho cercato di dare il massimo, ho anche ottenuto qualche risultato insperato da alcuni ragazzi… ma l’essere continuamente criticata, presa a pesci in faccia, insultata… non lo sopportavo più. Unito ad una situazione comunque difficile (soprattutto in terza la situazione è degenerata tantissimo sia a livello di comportamento che di rendimento) al fatto che non avevo testi di riferimento, che i programmi erano incompleti… Insomma, era tgià difficile andare avanti ogni giorno, gli insulti e gli urli proprio non me li meritavo.

E poco mi consola il fatto che i colleghi dicessero che era così per tutti, io sono una persona emotiva, se mi urli in faccia poi mi agito, ci sto male. Non riesco più a fare una notte di sonno tranquilla, mi sveglio tra incubi e reflusso gastrico e mi è tornata la gastrite, mangio in maniera sregolata e compulsiva e sono ingrassata di nuovo.

Arrendersi è difficile. Oltre alla tristezza per l’abbandono dei miei bimbi di seconda, c’è la rabbia per aver perso una sfida, per non aver portato a compimento un dvere che mi era stato affidato. In famiglia ho avuto tutto l’appoggio di questo mondo e ache di più, e nonostante questo, mi sembra di aver fatto un torto anche nei loro confronti.

Mi sento davvero sconfortata.

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