E che buffo, c’eravamo lasciati con la prima. Le cose sono peggiorate parecchio e ho delle pesanti divergenze col direttore su come comportarsi coi ragazzi, che mi portavano spesso a litigare con lui. Il suo approccio non è certo dei migliori visto che urla in faccia a chiunque per qualsiasi cosa (il che appiattisce le bagginate e le cose serie alla stessa roba). Oggi c’è stata una litigata di troppo e io, ormai stufa di sentirmi insultare e gridare in faccia, ho deciso di andarmene. Ho dato 15 giorni di preavviso (che non ero tenuta a dare) perchè trovi un sostituto e poi finisce la mia esperienza lavorativa in quella banda di matti.
Può sembrare strano, ma mi dispiace. Mi dispiace soprattutto per i miei “bimbi” (si arrabbiano tantissimo quando li chiamo così) di seconda, perchè eravamo riusciti ad instaurare un bel rapporto, perché seguivano le lezioni e credo che apprezzassero le ore di scienze in cui si chiacchierava un po’ di tutto, loro mi facevano domande o mi raccontavano di cosa era successo loro e io rispondevo alle curiosità e ascoltavo le loro storie. E in matematica avevao fatto passi da giganti, partendo da una disastrosa situazione iniziale… Mi mancheranno proprio tanto e mi sembra di tradirli ad abbandonarli così, a metà anno.
Ma io non potevo andare oltre, davvero. Era troppo pesante, troppo stancante e demoralizzante. Mi sono impegnata davvero tanto, ho cercato di dare il massimo, ho anche ottenuto qualche risultato insperato da alcuni ragazzi… ma l’essere continuamente criticata, presa a pesci in faccia, insultata… non lo sopportavo più. Unito ad una situazione comunque difficile (soprattutto in terza la situazione è degenerata tantissimo sia a livello di comportamento che di rendimento) al fatto che non avevo testi di riferimento, che i programmi erano incompleti… Insomma, era tgià difficile andare avanti ogni giorno, gli insulti e gli urli proprio non me li meritavo.
E poco mi consola il fatto che i colleghi dicessero che era così per tutti, io sono una persona emotiva, se mi urli in faccia poi mi agito, ci sto male. Non riesco più a fare una notte di sonno tranquilla, mi sveglio tra incubi e reflusso gastrico e mi è tornata la gastrite, mangio in maniera sregolata e compulsiva e sono ingrassata di nuovo.
Arrendersi è difficile. Oltre alla tristezza per l’abbandono dei miei bimbi di seconda, c’è la rabbia per aver perso una sfida, per non aver portato a compimento un dvere che mi era stato affidato. In famiglia ho avuto tutto l’appoggio di questo mondo e ache di più, e nonostante questo, mi sembra di aver fatto un torto anche nei loro confronti.
Mi sento davvero sconfortata.
Oh memì.. mi dispiace tanto. Non mi dispiace che tu “ti arrenda”, ma mi dispiace che questo ti faccia soffrire e sentire sconfortata.
Coraggio. Fai la scelta giusta, io credo, perchè non è sicuramente una scelta impulsiva. Hai lottato, ma giustamente bisogna mettere sul piatto della bilancia anche la qualità della vita, diamine!
Non ti sconfortare.
Un abbraccio forte