Ci eravamo lasciati a metà luglio con la mia “brillante” performance universitaria. Bene. Lì siamo rimasti perché il professore ha visto bene di farsi 5 settimane consecutive di ferie. Lunedì sarebbe tornato in ufficio, così gli ho scritto una mail. Mi avete risposto voi? Lo stesso lui. Ho aspettato tutto lunedì e tutto martedì che arrivasse una risposta, ma niente.
Mercoled mattina ho telefonato e la conversazione è stata del tipo:
“Professore buongiorno, scusi se la disturbo… volevo sapere se ha fissato la nuova data per gli esami”
“il 23 settembre”
“ah, bene, mi può dire quando posso passare a disturbarla?”
“adesso”
“adesso? ehm… io non sto a Pisa… posso passare oggi pomeriggio?”
“oggi pomeriggio no, ho già un impegno”
“allora domani?”
“domani no, faccio esami la mattina e al pomeriggio ho un impegno”
“venerdì? -_- “
“no, parto per una conferenza e sto fuori fino a tutta la prossima settimana”
“mi scusi, ma io come faccio? Dobbiamco ancora rivedere il programma…”
“va bene, passa domani pomeriggio alle 15, però, che dopo ho un impegno”
“ok, grazie…”
E già qui un po’ le scatole mi giravano, ma il bello doveva ancora venire…
Ieri vado in stazione alle 14. Ho il treno alle 14:20 per pisa, dovrei essere in stazione a San Rossore alle 14:45 e poi con calma ho tutto il tempo di andare all’orto botanico, ci vogliono circa 10 minuti a piedi, quindi anche se il treno facesse un po’ di ritardo avrei comunque un minimo di margine. Tanto quanto ritardo vuoi che faccia su una traccia da 25 minuti?!
Ecco quando sono arrivata il ritardo segnato era 15 minuti. Va bene. Ce la posso ancora fare, sono tranquilla.
Poi il ritardo sale a 20 e da 20 passa di botto a 35 O_O
Quasi non ci credo… guardo quando è il treno dopo… 14:55. Mmm, si sovrappone pericolosamente con quello in ritardo… Vuoi vedere che l’hanno soppresso e amen?
E invece no, perché quello in ritardo va fino a Firenze, mentre l’altro va a Livorno. Aspetto. Magari recupera qualche minuto… Nel frattempo provo a chiamare il professore per dire che ritardo, ma non è in ufficio.
Il ritardo nel frattempo sale a 45 minuti, poi un’ora.
Io aspetto l’altro treno… con quello sono a Pisa alle 15:20, posso essere all’orto botanico alle 15:30, se taglio abusivamente per il Santa Chiara, anche prima… e il professore ancora non mi risponde.
Sono in stazione da quasi un’ora ormai e c’è anche qualche pianta che mi sta facendo venire la congiuntivite allergica, ma resisto.
Un altro annuncio… e stavolta la volontà vacilla. Anche il treno successivo è in ritardo. 15 minuti (che poi non sono mai 15 ma sono 20), perfetto. Non posso essere a Pisa prima delle 15:40.
Sono appena passate le tre, e finalmente il professore mi risponde al telefono.
“Professore, mi scusi… dovrei già essere lì, ma il mio treno ha un ritardo assurdo e non riesco ad arrivare prima delle quattro meno un quarto! Mi spiace tantissimo…”
“eh, ma io mica posso stare qui ad aspettarti tutto il giorno! c’ho da andare via!”
“ho capito, ma non dipende da me… è più di un’ora che sono in stazione… non può proprio aspettarmi? Anche per parlare dieci minuti, così vediamo il programma…”
“no, no, meglio che non vieni proprio. Facciamo così ci vediamo il 22 per finire il programma, ciao”
“ok… grazie… arrivederci…”
Eh beh.
considerato che l’esame è il 23 mi solleva proprio sapere che il 22 potrò finalmente sapere com’è il programma completo.
Nel frattempo… basisco. E chissà come mai ho il sospetto che anche il 23 l’esame non andrà benissimo… che stress.
Ah, naturalmente avevo già obliterato il biglietto e visto che in stazione non c’è nessuno, ho tirato al vento pure i 2,90 euro del biglietto.
Ma sarò sfigata?
ma che pessimismo e che fastidio O_o
son proprio cose che fanno girare le balle da matti, ma dico io! Fetente lui, e tu davvero poca fortuna, povera
forza e coraggio, un abbraccio!!!