Tranquilli, non ho bevuto.
Non bevo superalcolici semplicemente perché anche solo l’odore mi fa venire mal di testa, addirittura non mangio dolci bagnati nei liquori. Mi piace il vino buono e mosso o al limite un bicchierino di vino liquoroso come zibibbo, moscato o passito, ma succede molto raramente che ne beva, a causa degli antistaminici, se prendo quelli anche solo un sorso di vino mi fa venire mal di testa. Lo spumante non lo digerisco proprio, mi da malessere istantaneo… insomma, io e l’alcol non andiamo troppo d’accordo ^_^’
Però capita spesso che parlando con gli amici salti fuori il discorso “palloncino”. Non frequento gente che si ubriaca, probabilmente non ho mai visto una persona veramente ubriaca in vita mia… se escludiamo quel mio compagno di classe del liceo che in gita si è appeso al bastone delle tende nell’albergo urlando “Viva la stoppaaaaaa”…
Va beh, forse ho visto una persona davvero ubriaca in vita mia ^_^’
Passando oltre, il nocciolo della discussione verte sempre su come sia possibile ingannare il test del palloncino. Ne ho sentite di tutti i colori e non sto qui a riportare le leggende metropolitane del caso (credo che la rete ne sia piena).
Il test del palloncino non si può ingannare, proprio per come funziona l’assorbimento dell’alcol da parte del corpo umano, quindi prima ce ne facciamo una ragione e meglio è q:
Ma parliamo un po’ di come funziona questo fantomatico assorbimento dell’alcol, che magari serve a qualcosa lo stesso.
La maggior parte dell’alcol viene assorbita nella circolazione sanguigna dallo stomaco e dall’intestino tenue, ma una parte minore, circa il 30% nell’uomo e meno del 15% nelle donne (ed è il motivo per cui le donne “reggono” meno l’alcol), viene metabolizzato nella mucosa dello stomaco e dell’intestino, e scomposto prima in aldeide acetica e poi in acido acetico (sostanze che non danno ebrezza).
L’alcol che è riuscito ad entrare in circolo passa per il fegato (il principale organo detossificante) che riconosce l’alcol come sostanza pericolosa e lo degrada prima in aldeide acetica e poi in acido acetico (proprio come le mucose di cui sopra). Ma se una persona assume troppo alcol il fegato non riesce a detossificarlo tutto e l’alcol torna in circolo raggiungendo il sistema nervoso centrale, dove interferisce con dei neurotrasmettitori: a bassi livelli l’alcol attiva dei recettori che portano alla perdita di inibizione (la così detta “sbronza allegra”); ma all’aumentare dei livelli di alcol gli stessi recettori rispondono sempre meno, iniziano a manifestarsi sintomi come la perdita di equilibrio, la difficoltà di parola e spesso da questo punto in poi si ha la perdita di memoria. Inoltre l’alcol attiva anche recettori che causano la sedazione e il rilassamento, da un momento all’altro collassi addormentato qualsiasi cosa tu stia facendo, magari guidando una macchina, o se ti va proprio bene ti prende la depressione (la così detta “sbronza triste”). Naturalmente si può passare da una tipologia di sbronza all’altra senza una logica precisa…
Gli effetti dell’alcol scompaiono solo questo vie escreto o metabolizzato nel secondo passaggio dal fegato.
Mentre questo avviene però, lo sbronzo subisce degli effetti poco piacevoli come nausea, mal di testa e faccia arrossata. La causa ti tutto questo è l’acetaldeide sfuggita al fegato (e ti credo con tutto l’alcol che ha da smaltire, povero filtrino!) prima di essere convertita in acido acetico. Questi sintomi possono durare ore e contribuire agli effetti postumi della sbornia, ma non ne sono la causa principale.
I malesseri del giorno dopo sono una conseguenza di più fattori tra cui la disidratazione e l’ipoglicemia (causate dalla perdita di acqua e zucchero nell’urina mediata dall’alcol), ma la sostanza che da il maggior contributo è il metanolo, una sostanza che si trova in piccole concentrazioni in molte bevande, poiché è un prodotto secondario della fermentazione.
E’ metabolizzato dagli stessi enzimi dell’etanolo e i prodotti che ne risultano sono formaldeide (sì, quella dei mobili e quella sotto cui si conservano resti organici) e acido formico: è a queste due sostanze che si devono i “postumi della sbronza”.
Gli effetti di questi due composti si hanno il mattino successivo perché gli enzimi che degradano metanolo ed etanolo preferiscono lavorare sull’etanolo. Quindi finché c’è alcol che gira nel sangue disdegneranno il metanolo. Solo ad alcol etilico smaltito inizierà il processo degradativo del metanolo.
Quindi per smaltire i postumi si può bere un bicchierino di vodka, la bevanda che ha in assoluto la minor concentrazione di metanolo: gli enzimi attaccheranno l’etanolo e il metanolo accumulato verrà smaltito con le urine.
Altro buon consiglio è quello di bere molta acqua per “pulirsi” dalle schifezze accumulate.
Poi va beh, il consiglio migliore sarebbe quello di non eccedere per niente :/
L’abuso di alcol può portare a cirrosi epatica, ictus, cancro alla mammella, cancro orale, violenza domestica, stupri (di branco e non), morti sulle strade e quant’altro. In più un consumo eccessivo d’alcol può ridurre i genitali, avere effetti effeminanti sugli uomini e ridurne gli istinti sessuali poiché un maschio che eccede nel bere produce meno testosterone.
Sul libro “Come si sbriciola un biscotto?” di Joe Schwarcz (da cui ho preso le informazioni scritte in questo post) viene riportato il seguente passo per chiudere l’articolo relativo all’alcol:
“Non c’è niente di divertente nell’essere sbronzi. Una sbornia può distruggere la propria vita e uccidere altre persone. Che cosa possiamo fare? Un gruppo di ricercatori dell’università della Georgia ha trovato che la quantità di alcol nel sangue può essere ridotta in misura significativa infilando un tubo nel retto del bevitore e introducendo nell’intestino alcol deidrogenasi e zucchero. Mi sembra una buona idea.”
Va bene, la prossima volta dopo la bonarda mi armo di vodka (e non di tubo).
Certo che, continuando con questo ritmo, mi ubriacherò in tutto quattro volte durante il resto della mia vita… e tra l’altro quella della bonarda non era manco una sbornia seria, stavo semplicemente male come un cammello che cerca di passare dalla cruna di un ago.
Beh, potremmo paragonare il tuo “Frattali oggi” con il “Kubla khan” di Coleridge… Entrambi sono il prodotto dell’alterazione mentale: a lui gli oppiacei a te la bonarda q:
aah-ah, si scoprono gli altarini eh! Cos’è sta storia della bonarda? qualcuno ne ha un debole?
Ce l’ho avuto per una breve serata di anni fa… ed ho scritto Frattali Oggi 3 in preda ai fumi dell’alcool. In quel post c’è più bonarda che matematica, se sei abbastanza ubriaca da leggerlo.
Dopo aver sperimentato l’effetto dirompente della bonarda sul mio organismo ho deciso di tenermi alla larga dai vini rossi… :-/